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Visualizzazione dei post con l'etichetta Curiosità

La prima "recensione negativa" della storia: il caso Ea-nasir (1750 a.C.)

Immagina di fare un acquisto online, ricevere un prodotto scadente, scrivere un'ira di Dio al servizio clienti e... scoprire che la tua lamentela è rimasta impressa nella pietra per i successivi 4.000 anni. È esattamente quello che è successo a Nanni, un commerciante della città di Ur (nell'attuale Iraq), intorno al 1750 a.C. La sua tavoletta d'argilla, oggi custodita al British Museum, è ufficialmente considerata il reclamo clienti più antico del mondo. Il fatto: rame di pessima qualità Il destinatario della furia di Nanni era Ea-nasir, un membro della gilda dei mercanti di Alashiya (l'attuale Cipro), specializzato nel commercio del rame. Il rame, all'epoca, era un materiale preziosissimo, fondamentale per la produzione di bronzo (e quindi di armi e attrezzi). Nanni aveva pagato in anticipo per una consegna di lingotti di rame di prima scelta. Ma quando il suo servitore andò a ritirare la merce, Ea-nasir gli mostrò dei lingotti grezzi e di pessima quali...

Perché l'anno inizia il primo Gennaio? Una riforma di Giulio Cesare

Perché l’anno inizia il primo gennaio? È una domanda che quasi nessuno si pone. Lo diamo per scontato, come se fosse una scelta naturale, inevitabile, quasi cosmica. E invece non lo è affatto. L’inizio dell’anno, così come lo conosciamo oggi, è il risultato di una decisione politica precisa, presa in un momento cruciale della storia di Roma, quando il tempo stesso doveva essere riformato, corretto e soprattutto controllato. All’epoca, il calendario romano era diventato inutilizzabile. I mesi non coincidevano più con le stagioni, le feste cadevano nel periodo sbagliato e l’anno poteva essere allungato o accorciato per convenienza politica. Per uno Stato che ormai governava territori enormi, questa confusione rappresentava un problema concreto. Tutto comincia con Giulio Cesare.Il calendario romano più antico non iniziava a gennaio. L’anno, in origine, cominciava a marzo, mese dedicato a Marte, dio della guerra e protettore di Roma. Non è un caso: marzo segnava l’inizio delle ...

L'Orda d'Oro: L'Impero che la Russia Vuole Dimenticare

Chiedete a un russo medio cosa sia stato il "giogo tartaro" e probabilmente vi descriverà un periodo oscuro di barbarie, oppressione, arretratezza. Duecento cinquant'anni in cui orde selvagge delle steppe saccheggiavano, bruciavano, opprimevano la povera Russia cristiana. Un'epoca di tenebre da cui la Russia si liberò eroicamente sotto la guida di principi valorosi, per poi diventare la grande nazione che conosciamo. Questa è la narrativa ufficiale, quella insegnata nelle scuole russe, quella che permea la cultura popolare, quella che giustifica l'identità nazionale russa come "baluardo della civiltà contro i barbari asiatici". Ma c'è un problema: è largamente propaganda. L'Orda d'Oro non era orda di barbari selvaggi. Era impero sofisticato, con amministrazione complessa, economia fiorente, città monumentali, tolleranza religiosa inusuale per l'epoca, e un sistema di governo che in molti aspetti era più avanzato di quello euro...

Tartaria: L'Impero Asiatico Cancellato dalle Mappe e dalla Storia?

Aprite un atlante del 1700. Troverete, estesa per buona parte dell'Asia settentrionale, una regione immensa chiamata "Tartaria" o "Grande Tartaria". Aprite un atlante del 1850. Non c'è più. È scomparsa. Non conquistata gradualmente con nuovi nomi, non frammentata progressivamente, semplicemente cancellata e sostituita con una costellazione di denominazioni diverse: Siberia, Mongolia, Manciuria, territori ottomani, khanati dell'Asia centrale. Cosa è successo? La risposta accademica standard è semplice: non è mai esistita come entità politica unificata, era solo un termine geografico vago usato dagli europei per indicare le terre dell'Asia centrale popolate da popoli turco-mongoli. Con l'avanzare delle conoscenze geografiche, il termine impreciso è stato abbandonato in favore di denominazioni più accurate. Ma è davvero così semplice? Perché allora centinaia di mappe dettagliate mostravano confini precisi, città specifiche, divisioni amm...

Le Prefiche: Quando il dolore era un mestiere

Immaginate una processione funebre nel sud Italia degli anni '50. Il feretro avanza lentamente tra le viuzze di un paese lucano. Ma ciò che colpisce non è il silenzio reverente che ci aspetteremmo: è un concerto di urla strazianti, pianti disperati, donne vestite di nero che si strappano i capelli, si graffiano il volto fino a farlo sanguinare, si percuotono il petto con violenza. E la cosa più inquietante? Molte di queste donne non hanno mai conosciuto il defunto. Sono professioniste. Sono le prefiche: le mercanti delle lacrime. Un Mestiere Antico Come la Morte La parola "prefica" deriva dal latino praefica, da prae (davanti) e facere (fare): letteralmente "colei che opera davanti alla casa" del defunto. Ma le origini di questa figura si perdono nella notte dei tempi, documentate fin dall'Antico Egitto e celebrate (o condannate) nelle civiltà antiche del Mediterraneo. Omero nell'Iliade descrive lamentatrici che piangono Ettore, mentre Pausan...

Il Lato Oscuro (e Sacro) del Cacao: Da Valuta degli Dei a "Droga" da Supermercato

Quanti di voi avranno mangiato cioccolato senza sapere cosa in realtà stavate mangiando, e la storia che c'è dietro questo favoloso alimento. Credevamo fosse solo un dolce. Invece, il Theobroma è una tecnologia biochimica antica per l'espansione della coscienza. Ma solo se sai quale scegliere e come decodificare l'etichetta. Introduzione: La Grande Sostituzione Se chiedete a un bambino (o a molti adulti) cosa sia il cioccolato, vi indicheranno una barretta lucida, dolcissima e avvolta in carta stagnola colorata. Quello non è cioccolato. Quello è, essenzialmente, zucchero aromatizzato e grasso vegetale idrogenato. È un altro esempio perfetto di come la "Matrice Alimentare" moderna abbia preso qualcosa di sacro e potente per trasformarlo in un prodotto di consumo innocuo, se va bene, e additivo. Per riscoprire la vera natura di questo alimento, dobbiamo scavare sotto la superficie zuccherina e tornare indietro di qualche millennio, nelle giungle del Meso...

Dietro la facciata di un moderno cibo "pronto all'uso" si nascondono cereali che hanno nutrito imperatori e tribù native

In fondo, anche il cibo ha la sua "storia occulta" Siamo abituati a vedere quello che mangiamo solo come un prodotto da scaffale (la "versione ufficiale"), ignorando che dietro c'è una storia millenaria fatta di viaggi, adattamenti e tradizioni che spesso si sono perse nel tempo. Per una mente curiosa come la tua, che cerchi nella storia nascosta, che indaga sulle origini dell'umanità e sui testi antichi, è affascinante notare come anche l'agricoltura sia avvolta nel mistero. Proprio nei testi sumeri che Sitchin analizza, la comparsa improvvisa dei cereali domestici e l'inizio dell'agricoltura vengono spesso descritti come un "dono" (o un insegnamento) degli Anunnaki all'umanità, un salto evolutivo rapidissimo che ancora oggi fa discutere scienziati e botanici. Se ti capitasse sottomano del riso selvatico integrale e il riso nero pensa che stai letteralmente assumendo un pezzo di storia antica che è sopravvissuto fino a ...