Passa ai contenuti principali

Post

La prima "recensione negativa" della storia: il caso Ea-nasir (1750 a.C.)

Post recenti

I DISCHI VOLANTI E LA BIBBIA: UN LIBRO DI BARRY H. DOWNING

In Italia è stato tradotto e pubblicato con il titolo "La Bibbia e i dischi volanti" (edito da Il Cerchio della Luna), ma il titolo originale del 1968 è proprio “The Bible and Flying Saucers”. Si tratta di uno dei testi pionieristici e più affascinanti della cosiddetta teoria degli antichi astronauti (paleocontatto), ma con una particolarità unica che lo distingue da autori come Erich von Däniken o Zecharia Sitchin. Tra Scienza e Fede A differenza di molti ufologi autodidatti, Barry H. Downing ha un background accademico rigoroso e insolito per questo campo. È un pastore presbiteriano statunitense. Ha conseguito una laurea in fisica e un master alla Princeton Theological Seminary. Ha ottenuto un Ph.D. in relazioni tra scienza e religione all'Università di Edimburgo, discutendo una tesi sulle implicazioni escatologiche del tempo e dello spazio nel pensiero di Isaac Newton. Questa sua doppia veste di scienziato e teologo si riflette nel libro, che non è un attac...

IL PAPIRO CHE LA STORIOGRAFIA UFFICIALE NON AVREBBE VOLUTO TROVARE

Il Papiro Anastasi I descrive giganti a Canaan . Gli egittologi fanno come al solito: minimizzano, derubricano, e tornano a dormire. Custodito da oltre un secolo al British Museum, il Papiro Anastasi I non ha bisogno di presentazioni nel mondo accademico. È un documento egizio datato a circa 3.300 anni fa, attribuito a uno scriba del XIII secolo a.C., studiato, catalogato, archiviato. E per lunghissimo tempo, tranquillamente ignorato nella sua parte più scomoda. Perché il papiro, tra le sue righe, descrive qualcosa che il paradigma accademico dominante non sa dove mettere: alcuni passaggi parlano di uomini dalla statura eccezionale , descritti come alti " quattro o cinque cubiti ", una misura che tradotta in valori moderni potrebbe indicare individui alti fino a oltre due metri e mezzo . Non è un testo religioso. Non è una profezia. Non è la Bibbia. È un documento egizio, militare, pragmatico — il tipo di fonte che gli storici accettano senza battere ciglio quand...

Il Vangelo di Giuda: il testo che la Chiesa non voleva che leggessi

Per quasi diciassette secoli, un codice di papiro ha dormito nel deserto egiziano. Non si è perso per caso. È stato condannato, cacciato dal canone, dichiarato opera del demonio. Quando finalmente è riemerso — acquistato da un antiquario al Cairo negli anni Settanta, venduto e rivenduto per decenni, deteriorato per incuria — nessuno voleva che sopravvivesse. Eppure è sopravvissuto. E quello che dice è esattamente il tipo di cosa che le istituzioni di potere non perdonano: una versione alternativa della storia.   Un testo condannato prima ancora di sparire Il Vangelo di Giuda non è una scoperta moderna nel senso pieno del termine. Ireneo di Lione lo conosceva già nel 180 d.C. Nel suo trattato Adversus Haereses — il manuale con cui la chiesa nascente catalogava e combatteva le eresie — lo cita esplicitamente per condannarlo. Lo descrive come il testo di una setta gnostica chiamata caìniti, che riabilitava le figure tradizionalmente malvagie della Bibbia: Caino, Esaù, i So...

La Pianta dell'Immortalità di Gilgamesh: leggenda o conoscenza perduta?

Sul fondo del mare, tra le spine, giaceva il segreto del ringiovanimento. Un serpente lo rubò. Ma cosa cercava davvero Gilgamesh  e quella pianta potrebbe essere reale? Ci sono passaggi nelle scritture antiche che non riescono a sembrare soltanto letteratura. Sono troppo precisi per essere allegorie, troppo tecnici per essere pura invenzione. Il momento in cui Utnapishtim rivela a Gilgamesh l'esistenza di una pianta sul fondo del mare è uno di questi. Non è una promessa vaga. Non è il generico "segreto degli dei". È una descrizione operativa: la pianta si trova in un luogo preciso, ha una caratteristica fisica riconoscibile — le spine — e produce un effetto specifico e misurabile sul corpo umano. Abbastanza specifico da far cambiare pelle a un serpente in tempo reale. La domanda che voglio porre oggi non è simbolica. È concreta: se prendessimo questo testo alla lettera, come un documento, non come un mito, di quale pianta potrebbe trattarsi? Il testo originale...

PERCHÉ DIO HA CHIAMATO IL SUO POPOLO "ISRAELE"? ORIGINI E SIGNIFICATO

Nel mondo antico il nome non era una semplice designazione convenzionale, ma una sintesi dell’essenza, del destino e della funzione di un individuo o di un gruppo. Attribuire un nome significava definire una natura, stabilire un ruolo all’interno di un ordine più ampio, spesso percepito come cosmico o divino. In questo contesto, il termine “Israele” assume una rilevanza che va ben oltre la sua apparente semplicità linguistica. Comprendere perché Dio abbia chiamato il suo popolo “Israele” implica dunque un’indagine che non può limitarsi alla traduzione letterale del termine, ma deve estendersi al contesto culturale, religioso e simbolico in cui esso nasce. L’episodio fondativo: la trasformazione di Giacobbe C’è una notte, nella Bibbia, che appare diversa da tutte le altre. Non è una visione, non è una preghiera, non è un simbolo. È uno scontro. Il protagonista è Giacobbe, e quello che accade, se letto senza filtri interpretativi, è qualcosa di molto più concreto di quanto sp...

DOPO IL DILUVIO: CHI HA RICOSTRUITO IL MONDO?

La storia ufficiale ci dice che dopo il Diluvio l’umanità ricominciò lentamente, come un bambino che impara di nuovo a camminare. Ma i testi antichi raccontano altro. Le tavolette sumere, che Zecharia Sitchin ha decifrato portando alla luce una cronologia dimenticata, parlano di una continuità del potere, non di un nuovo inizio. Il Diluvio non fu la fine della civiltà...fu la fine di una fase del progetto umano. Quando le acque si ritirarono, coloro che avevano creato l’uomo tornarono a stabilire l’ordine sulla Terra. Gli Anunnaki. Nelle antiche liste reali sumeriche è scritto chiaramente: “Dopo che il Diluvio ebbe spazzato via tutto, la regalità discese nuovamente dal cielo.” Questa frase è la chiave. La regalità non nasce tra gli uomini. Viene concessa. Viene portata. Viene ristabilita da chi possiede la conoscenza del cielo e della Terra. Secondo la ricostruzione di Sitchin, dopo la catastrofe gli Anunnaki riorganizzarono le loro basi operative e ridistribuirono i territ...

ll documento desecretato della CIA e The Adam and Eve Story: cataclismi, cicli storici e memoria perduta

Nel 2013, attraverso il Freedom of Information Act, la CIA ha desecretato un documento che ha rapidamente acceso l'immaginazione di ricercatori indipendenti, appassionati di misteri e teorici di tutto il mondo. Si tratta di "The Adam and Eve Story" di Chan Thomas, un libro scritto nel 1963 e rimasto classificato per decenni negli archivi dell'agenzia di intelligence più potente del pianeta. Ma perché un testo che parla di catastrofi geologiche e cicli di distruzione dell'umanità dovrebbe interessare la CIA al punto da renderlo segreto per oltre cinquant'anni? Chan Thomas non era uno scienziato convenzionale. Ingegnere elettronico e inventore, lavorò su progetti legati all'industria aerospaziale durante gli anni della Guerra Fredda. La sua formazione tecnica gli conferiva una prospettiva unica nell'analizzare dati apparentemente disconnessi provenienti da geologia, archeologia e astronomia. In "The Adam and Eve Story", Thomas prese...

LA RELIGIONE COME STRUMENTO DI CONTROLLO TOTALE

La storia dell’umanità, se osservata senza il filtro del dogma o della tradizione, appare come un immenso arazzo di verità capovolte.  Ci hanno insegnato fin da piccoli che questo peso si chiama peccato, che siamo nati con una macchia e che l'unico modo per essere "salvi" sia guardare verso l'alto e chiedere perdono. Ma se proviamo a toglierci queste lenti per un momento, iniziamo a scorgere una realtà molto più terrena e, se vogliamo, molto più cruda. La religione, quella che oggi chiamiamo spiritualità organizzata, non è nata per elevarci, ma per colmare il vuoto lasciato da chi un tempo ci comandava con la forza. Tutto inizia da un ricordo che abbiamo sepolto sotto strati di incenso e preghiere. In un passato che la storia ufficiale preferisce ignorare, il rapporto con quelli che chiamavamo dèi non aveva nulla di mistico. Erano presenti, visibili, dotati di una tecnologia che ai nostri occhi sembrava magia, e non chiedevano devozione, ma braccia per sca...

Perché l'anno inizia il primo Gennaio? Una riforma di Giulio Cesare

Perché l’anno inizia il primo gennaio? È una domanda che quasi nessuno si pone. Lo diamo per scontato, come se fosse una scelta naturale, inevitabile, quasi cosmica. E invece non lo è affatto. L’inizio dell’anno, così come lo conosciamo oggi, è il risultato di una decisione politica precisa, presa in un momento cruciale della storia di Roma, quando il tempo stesso doveva essere riformato, corretto e soprattutto controllato. All’epoca, il calendario romano era diventato inutilizzabile. I mesi non coincidevano più con le stagioni, le feste cadevano nel periodo sbagliato e l’anno poteva essere allungato o accorciato per convenienza politica. Per uno Stato che ormai governava territori enormi, questa confusione rappresentava un problema concreto. Tutto comincia con Giulio Cesare.Il calendario romano più antico non iniziava a gennaio. L’anno, in origine, cominciava a marzo, mese dedicato a Marte, dio della guerra e protettore di Roma. Non è un caso: marzo segnava l’inizio delle ...