ll documento desecretato della CIA e The Adam and Eve Story: cataclismi, cicli storici e memoria perduta
Nel 2013, attraverso il Freedom of Information Act, la CIA ha desecretato un documento che ha rapidamente acceso l'immaginazione di ricercatori indipendenti, appassionati di misteri e teorici di tutto il mondo. Si tratta di "The Adam and Eve Story" di Chan Thomas, un libro scritto nel 1963 e rimasto classificato per decenni negli archivi dell'agenzia di intelligence più potente del pianeta. Ma perché un testo che parla di catastrofi geologiche e cicli di distruzione dell'umanità dovrebbe interessare la CIA al punto da renderlo segreto per oltre cinquant'anni?
Chan Thomas non era uno scienziato convenzionale. Ingegnere elettronico e inventore, lavorò su progetti legati all'industria aerospaziale durante gli anni della Guerra Fredda. La sua formazione tecnica gli conferiva una prospettiva unica nell'analizzare dati apparentemente disconnessi provenienti da geologia, archeologia e astronomia.
In "The Adam and Eve Story", Thomas presenta una teoria che capovolge completamente la nostra comprensione della storia umana. Le civiltà non si svilupperebbero in modo lineare e progressivo, ma sarebbero soggette a cicli catastrofici di distruzione e rinascita. Secondo l'autore, ogni 6.500-7.000 anni circa, il pianeta Terra attraverserebbe un evento di portata apocalittica capace di cancellare quasi ogni traccia delle civiltà esistenti.
Il meccanismo scatenante? Un'inversione rapida e violenta dei poli magnetici terrestri, accompagnata da uno slittamento della crosta terrestre rispetto al nucleo interno del pianeta. Questo fenomeno genererebbe tsunami alti centinaia di metri, venti a velocità supersonica, terremoti di magnitudine inimmaginabile e cambiamenti climatici istantanei che trasformerebbero deserti in ghiacciai e viceversa nell'arco di ore o giorni.
Ciò che rende la teoria di Thomas particolarmente intrigante non è tanto la spiegazione del meccanismo catastrofico, quanto le numerose anomalie storiche e geologiche che sembrerebbero supportare l'idea di antiche catastrofi globali.
Poi ci sono le leggende del diluvio universale, presenti in culture separate da oceani e continenti...i racconti sumeri di Gilgamesh, la storia biblica di Noè, i miti greci di Deucalione, le tradizioni indù del Matsya Avatar, le leggende dei nativi americani. È possibile che centinaia di culture diverse abbiano inventato indipendentemente la stessa storia catastrofica? O queste narrazioni preservano la memoria ancestrale di un evento realmente accaduto?
Il Mistero della Classificazione CIA
Perché la CIA ha classificato questo documento? Un'agenzia di intelligence non si occupa tipicamente di teorie geologiche o speculazioni sulla preistoria. La sua missione riguarda la sicurezza nazionale, lo spionaggio, le operazioni coperte. Cosa c'entra un libro sulle catastrofi cicliche?
Diverse possibilità si presentano, ciascuna più inquietante della precedente. La prima ipotesi è che il governo americano, attraverso i suoi apparati scientifici e di intelligence, possedesse dati che confermavano almeno parzialmente la teoria di Thomas. Forse monitoraggi dell'attività magnetica terrestre, studi geologici classificati, o analisi di sedimenti antichi rivelavano pattern preoccupanti. Se l'establishment sapesse che un evento catastrofico è non solo possibile ma probabilisticamente previsto entro un certo intervallo temporale, avrebbe senso mantenere queste informazioni riservate per evitare il panico di massa.
La seconda possibilità riguarda le implicazioni strategiche. Durante la Guerra Fredda, qualsiasi informazione che potesse influenzare la pianificazione militare a lungo termine veniva attentamente controllata. Se catastrofi cicliche fossero reali, le strategie di difesa, la localizzazione delle basi militari, l'accumulo di risorse strategiche dovrebbero essere completamente ripensati. Informazioni del genere nelle mani del nemico sovietico avrebbero potuto alterare gli equilibri geopolitici.
Una terza ipotesi, più speculativa ma non per questo meno affascinante, riguarda la protezione del paradigma storico-scientifico dominante. Se le teorie di Thomas fossero state validate pubblicamente, l'intera struttura della storia umana accademica crollerebbe. Istituzioni educative, musei, università, testi scolastici. Tutto dovrebbe essere riscritto. Il controllo della narrativa storica è una forma di potere, e chi detiene quel potere non lo cede facilmente.
Negli ultimi decenni, fenomeni che sembravano relegati alla teoria stanno diventando osservabili e misurabili. Il campo magnetico terrestre si sta effettivamente indebolendo a un ritmo accelerato: dal 1840 la sua intensità è diminuita di circa il 10%, con un'accelerazione del processo negli ultimi vent'anni. L'Agenzia Spaziale Europea, attraverso la missione Swarm, ha documentato l'espansione di un'anomalia magnetica nell'Atlantico meridionale dove il campo è particolarmente debole.
Il polo magnetico nord si sta spostando dalla sua posizione storica nell'Artico canadese verso la Siberia a una velocità senza precedenti: da circa 15 chilometri all'anno negli anni '90 a oltre 50-60 chilometri all'anno attualmente. Questo comportamento anomalo ha costretto gli scienziati ad aggiornare il World Magnetic Model con frequenza maggiore del previsto, creando problemi pratici per sistemi di navigazione civili e militari.
Contemporaneamente, osserviamo un aumento dell'attività sismica e vulcanica in diverse regioni del pianeta. Il "Ring of Fire" del Pacifico mostra segni di risveglio preoccupanti. Vulcani dormienti da secoli stanno riprendendo attività. Le correnti oceaniche mostrano alterazioni nei loro pattern millenari.
Sono questi i segnali precursori dell'evento che Chan Thomas aveva previsto? O semplicemente variazioni naturali amplificate dalla nostra maggiore capacità di monitoraggio e dalla tendenza umana a vedere pattern dove esiste solo casualità?
Le Connessioni con Altre Ricerche "Eretiche"
Thomas non era solo nella sua ricerca. Altri studiosi, spesso ostracizzati dalla comunità accademica mainstream, hanno sviluppato teorie complementari. Charles Hapgood, geologo americano, propose la teoria dello spostamento della crosta terrestre negli anni '50, ricevendo persino l'approvazione di Albert Einstein che scrisse la prefazione al suo libro. Graham Hancock ha documentato evidenze di una civiltà globale avanzata esistita prima dell'ultima era glaciale e spazzata via da cataclismi. Randall Carlson ha mostrato prove geologiche di mega-inondazioni che hanno rimodellato interi continenti.
Tutti questi ricercatori condividono un destino comune: marginalizzazione accademica e, paradossalmente, enorme popolarità pubblica. Perché le loro teorie risuonano così profondamente con milioni di persone nonostante il rifiuto istituzionale? Forse perché affrontano domande che la scienza ufficiale evita sistematicamente, lacune nella narrativa storica così evidenti che persino i non esperti le percepiscono.
C'è anche un aspetto psicologico da considerare. Gli esseri umani sono attratti dalle narrazioni apocalittiche per ragioni profondamente radicate nella nostra psiche. L'idea di un reset ciclico della civiltà porta con sé un mix di terrore e fascino: da un lato la paura dell'annientamento, dall'altro quasi un sollievo nell'idea che i problemi accumulati dalla società possano essere "resettati".
In un'epoca di crise e instabilità geopolitica e rapidi cambiamenti tecnologici, teorie come quella di Thomas offrono una narrazione alternativa dove i problemi attuali sono relativizzati in una prospettiva cosmica più ampia. Se intere civiltà avanzate sono state spazzate via in passato, forse anche le nostre preoccupazioni quotidiane appaiono meno schiaccianti.
Immaginiamo per un momento che Chan Thomas avesse fondamentalmente ragione, anche se i dettagli del meccanismo fossero imprecisi. Le implicazioni sarebbero sconvolgenti. Significherebbe che la civiltà umana è intrinsecamente fragile, destinata a cicli di grandezza e oblio. Tutto ciò che costruiamo, ogni tecnologia, ogni opera d'arte, ogni libro scritto potrebbe essere cancellato in un evento che si ripete con regolarità astronomica.
Significherebbe anche che civiltà precedenti potrebbero aver raggiunto livelli tecnologici paragonabili o superiori ai nostri, solo per essere completamente annientate. Le loro città giacciono sepolte sotto chilometri di sedimenti, i loro metalli arrugginiti e decomposti, le loro plastiche (se le avevano) degradate in microparticelle indistinguibili. Solo le strutture megalitiche in pietra sopravvivono come testimoni muti di epoche dimenticate.
Dal punto di vista pratico, se sapessimo con certezza che un tale evento è in arrivo, come ci prepareremmo? Costruiremmo bunker sotterranei? Creeremmo capsule del tempo con la conoscenza essenziale? Sposteremmo le popolazioni dalle coste? E chi deciderebbe chi si salva e chi no?
È significativo che l'interesse per "The Adam and Eve Story" sia esploso nell'era di Internet. Prima del 2013, poche persone conoscevano l'esistenza di questo testo. La desecretazione e la successiva diffusione online hanno creato un fenomeno virale. YouTube è pieno di video che analizzano il documento, podcast dedicano episodi alla teoria di Thomas, forum e gruppi social discutono le implicazioni.
Questo solleva domande interessanti sul controllo dell'informazione nell'era digitale. In passato, classificare un documento significava renderlo effettivamente inaccessibile alla maggior parte della popolazione. Oggi, un PDF desecretato può raggiungere milioni di persone in poche ore. La CIA ha desecretato il documento sapendo che sarebbe diventato virale? Era un modo per "normalizzare" certe idee preparando gradualmente il pubblico? O semplicemente hanno sottovalutato l'impatto che avrebbe avuto?
Il Collegamento con Nibiru: La Teoria di Zecharia Sitchin
Qui la narrazione prende una piega ancora più straordinaria. Se Chan Thomas aveva identificato il "cosa" (catastrofi cicliche) e il "quando" (ogni 6.500-7.000 anni), un altro ricercatore, controverso per l'establishment ,aveva proposto il "perché": Zecharia Sitchin.
Sitchin, studioso autodidatta di lingue antiche e particolare esperto di sumerico e accadico, uno dei più grandi sumerologi a mio avviso, dedicò la sua vita a una tesi rivoluzionaria: gli antichi testi mesopotamici non sarebbero mitologia ma cronache storiche reali. Secondo la sua interpretazione delle tavolette cuneiformi sumere, in particolare dell'Enuma Elish, esisterebbe un dodicesimo corpo celeste nel nostro sistema solare: Nibiru, il "Pianeta dell'Attraversamento".
Nibiru sarebbe un pianeta massiccio con un'orbita ellittica estremamente allungata che impiega circa 3.600 anni per completare una rivoluzione intorno al Sole. Quando questo pianeta si avvicina al sistema solare interno, la sua enorme massa gravitazionale causerebbe perturbazioni catastrofiche sui pianeti vicini, Terra inclusa.
Ed ecco dove le teorie di Thomas e Sitchin potrebbero convergere in modo inquietante: se Nibiru passa attraverso il sistema solare interno ogni 3.600 anni circa, due passaggi consecutivi corrisponderebbero a circa 7.200 anni, una cifra straordinariamente vicina all'intervallo di 6.500-7.000 anni proposto da Thomas per le catastrofi cicliche.
L'Influenza Gravitazionale: Un Meccanismo Plausibile?
Sitchin sosteneva che Nibiru fosse abitato dagli Anunnaki, esseri avanzati descritti nei testi sumeri come "quelli che dal cielo scesero sulla Terra". Ma anche senza accettare l'ipotesi extraterrestre, rimane la questione fisica: potrebbe un pianeta massiccio con un'orbita così eccentrica causare i cataclismi descritti da Thomas?
Dal punto di vista teorico, un corpo celeste sufficientemente massiccio che si avvicini alla Terra potrebbe:
Disturbare il campo magnetico terrestre: l'interazione tra i campi magnetici dei due pianeti potrebbe innescare o accelerare un'inversione dei poli magnetici, spiegando il meccanismo che Thomas aveva identificato ma non completamente chiarito.
Causare stress tettonici estremi: le forze mareali gravitazionali generate dal passaggio ravvicinato potrebbero creare tensioni immense sulla crosta terrestre. Se queste forze fossero sufficientemente intense, potrebbero teoricamente causare uno slittamento della litosfera, proprio come descritto da Thomas.
Alterare l'asse di rotazione terrestre: un evento di precessione forzata causato dall'attrazione gravitazionale potrebbe spostare l'asse terrestre, causando cambiamenti climatici improvvisi e devastanti. Regioni polari diventerebbero temperate e viceversa nell'arco di giorni o settimane.
Generare attività sismica e vulcanica estrema: l'energia accumulata dalle deformazioni della crosta dovrebbe essere rilasciata, scatenando terremoti e eruzioni vulcaniche su scala globale.
Le Tavolette Sumere: Cronaca di Catastrofi Passate?
Sitchin traduceva i testi antichi individuando riferimenti specifici a catastrofi legate al passaggio di Nibiru. L'Epopea di Gilgamesh descrive il diluvio universale con dettagli sorprendentemente tecnici: Utnapishtim (l'equivalente sumero di Noè) viene avvertito in anticipo della catastrofe imminente e riceve istruzioni precise per costruire un'arca. Ma chi lo avverte? Secondo Sitchin, gli Anunnaki che, conoscendo l'orbita di Nibiru, sapevano quando sarebbe avvenuto il disastro.
Le tavolette parlano di "tempeste che fecero tremare il cielo", di "acque che salirono sopra le montagne", di "sei giorni e sei notti" di devastazione totale. Questi potrebbero essere ricordi di un evento di inversione polare e spostamento crostale?
Ancora più intrigante è il riferimento al "dio Enlil" che decide di punire l'umanità con il diluvio. Nella lettura di Sitchin, Enlil era uno dei leader Anunnaki che conosceva l'arrivo imminente di Nibiru e decise di non avvertire gli umani, lasciando che la catastrofe "naturale" riducesse una popolazione umana divenuta troppo numerosa.
Analizziamo i numeri più attentamente. Sitchin propone un ciclo di 3.600 anni per Nibiru. Thomas identifica catastrofi ogni 6.500-7.000 anni. Se consideriamo che non ogni passaggio di Nibiru causerebbe necessariamente una catastrofe di portata planetaria, ma solo quelli in cui l'allineamento e la distanza minima sono particolarmente critici, allora ogni secondo passaggio (7.200 anni) o una configurazione specifica ogni due cicli potrebbe corrispondere ai grandi reset identificati da Thomas.
Ma c'è di più. Alcuni ricercatori hanno notato che 3.600 anni appare ricorrentemente in vari contesti storici e mitologici:
L'età dell'Ariete in astrologia dura circa 2.160 anni, ma cicli più lunghi di 3.600 anni appaiono in calcoli astronomici antichi
Alcune tradizioni esoteriche parlano di "Ere del Mondo" che durano 3.600 anni
Eventi catastrofici documentati o tramandati sembrano seguire pattern temporali che sono multipli di questo numero.
Qui il discorso diventa estremamente interessante perché la scienza ufficiale, pur respingendo categoricamente l'esistenza di Nibiru come descritto da Sitchin, sta effettivamente cercando quello che viene chiamato "Pianeta Nove" o "Pianeta X".
Nel 2016, gli astronomi Konstantin Batygin e Mike Brown del Caltech hanno pubblicato evidenze statistiche che suggeriscono l'esistenza di un pianeta massiccio (circa 10 volte la massa terrestre) nelle regioni esterne del sistema solare, ben oltre l'orbita di Plutone. Le loro analisi si basano sulle anomalie orbitali di oggetti transnettuniani che sembrano essere "raggruppati" in modo non casuale, come se fossero influenzati dalla gravità di un corpo massiccio non ancora osservato.
Questo pianeta ipotetico avrebbe un'orbita molto ellittica e impiegherebbe 10.000-20.000 anni per completare una rivoluzione. Numeri diversi da quelli di Sitchin, certo, ma il fatto che astronomi mainstream stiano seriamente considerando l'esistenza di un pianeta sconosciuto nel sistema solare esterno è quantomeno suggestivo.
Potrebbero esistere due pianeti sconosciuti? Uno nelle regioni esterne (il Pianeta Nove scientifico) e uno con un'orbita più interna ed eccentrica (Nibiru)? O Sitchin aveva sostanzialmente ragione ma aveva sbagliato i calcoli orbitali?
La NASA ha categoricamente negato l'esistenza di Nibiru, dichiarando in termini netti che si tratta di una bufala. Hanno pubblicato articoli di debunking, spiegazioni scientifiche sul perché un tale pianeta sarebbe osservabile e perturberebbe visibilmente le orbite dei pianeti conosciuti.
Ma i teorici rispondono con domande legittime: se Nibiru non esiste, perché la NASA sente il bisogno di negarlo così insistentemente? Perché dedicare risorse a confutare quella che dovrebbe essere semplicemente pseudoscienza marginale? E come spiegare le dichiarazioni di astronomi che affermano di aver individuato anomalie orbitali non completamente spiegate?
Inoltre, sappiamo che esistono programmi di osservazione classificati. Non tutto ciò che i telescopi spaziali vedono viene reso pubblico. Progetti come il telescopio WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) hanno mappato il cielo nell'infrarosso con dettagli senza precedenti. I dati completi sono pubblici? Tutte le scoperte sono state annunciate?
Verso Quali Conclusioni?
"The Adam and Eve Story" rimane un enigma avvolto in un mistero. Da un lato abbiamo una teoria scientificamente problematica, piena di speculazioni e deduzioni azzardate. Dall'altro abbiamo anomalie reali, fenomeni inspiegati e una serie di coincidenze che sembrano troppo numerose per essere casuali.
Forse la verità sta nel mezzo. Forse catastrofi globali hanno effettivamente colpito l'umanità nel passato, ma con meccanismi diversi da quelli proposti da Thomas: impatti cometari o asteroidali (come quello che probabilmente causò l'evento del Dryas recente 12.800 anni fa), eruzioni super-vulcaniche, rapide oscillazioni climatiche. Eventi abbastanza devastanti da cancellare civiltà ma non così totali da impedire la sopravvivenza di alcune popolazioni che hanno tramandato le memorie attraverso miti e leggende.
Il documento della CIA aggiunge uno strato ulteriore di mistero. Perché classificare, perché desecretare proprio ora, cosa sanno che noi non sappiamo? Sono domande che probabilmente rimarranno senza risposta definitiva.
Ciò che è certo è che "The Adam and Eve Story" continua a funzionare come uno specchio delle nostre ansie collettive e della nostra curiosità inestinguibile. In un'epoca di cambiamenti rapidi e incertezza sul futuro, la teoria di Chan Thomas ci ricorda che la storia dell'umanità potrebbe essere molto più complessa, misteriosa e precaria di quanto i libri di testo vogliano farci credere.
E forse, proprio forse, c'è una ragione se alcune domande continuano a rimanere senza risposta.
__LaStoriaOcculta__
Bibliografia orientativa (per chi vuole scavare)
Chan Thomas, The Adam and Eve Story
Poema di Gilgamesh
Platone, Timeo e Crizia
Testi sumeri sulle dinastie pre-diluviane
Mircea Eliade, Mito e realtà
Graham Hancock, Fingerprints of the Gods
Giorgio de Santillana, Il mulino di Amleto