Quando qualcuno mi chiede se Enoch, oltre a seguire gli Elohim, comunicava anche con Gesù, la mia prima reazione è di perplessità. La domanda sembra anacronistica: Enoch visse migliaia di anni prima di Cristo, come potrebbero aver comunicato? Ma poi rifletto, e mi rendo conto che questa domanda apparentemente ingenua nasconde una connessione esoterica profonda che potrebbe rivelare molto sulla vera natura sia di Enoch che di Gesù.
Prima di esplorare questa connessione, dobbiamo stabilire un punto fondamentale e controverso: Gesù, come figura storica concreta, potrebbe non essere mai esistito. O meglio, potrebbe essere un codice teologico, una costruzione narrativa che la Chiesa primitiva creò per sostituire il millenario culto del Sole e sintetizzare tradizioni precedenti in una figura unica e controllabile.
Se analizziamo la vita di Gesù come viene raccontata nei Vangeli, scopriamo che è sovrapponibile quasi perfettamente alle vite di divinità solari precedenti: Horus egizio, Mitra persiano, Dioniso greco, Krishna indiano. Tutti nascono il 25 dicembre da vergini, tutti compiono miracoli, tutti muoiono e risorgono, tutti sono associati al ciclo solare. Non è coincidenza, è template narrativo ripetuto.
Ma se Gesù è codice, cosa codifica? E qui entra Enoch. Perché nella tradizione esoterica, nella storia occulta che le religioni ufficiali hanno cercato di sopprimere, esiste un filo rosso che connette messaggeri degli Elohim attraverso i millenni. Enoch fu uno di questi. E il Cristo, come archetipo più che come persona, potrebbe essere stato l'ultimo tentativo di ricodificare questa tradizione in forma accettabile per l'impero romano che doveva essere convertito.
IL PROBLEMA GESÙ: PERSONA STORICA O ARCHETIPO TEOLOGICO?
Affrontiamo la questione direttamente. Le prove storiche extra-bibliche dell'esistenza di Gesù sono sorprendentemente scarse. Gli storici contemporanei che avrebbero dovuto registrare l'apparizione di un predicatore che compiva miracoli, risuscitava morti, e causava tumulti tali da richiedere intervento romano, sono stranamente silenziosi.
Flavio Giuseppe, storico ebreo-romano che scrisse dettagliatamente sulla Giudea del I secolo, menziona Gesù solo in due passaggi. Il primo, il famoso Testimonium Flavianum, è universalmente riconosciuto dagli studiosi come interpolazione cristiana successiva, fu inserito da copisti cristiani secoli dopo. Il linguaggio è completamente diverso dal resto dell'opera di Giuseppe e contiene affermazioni che un ebreo non-cristiano come Giuseppe non avrebbe mai scritto.
Tacito, storico romano, menziona Christus in un passaggio degli Annali scritto circa 116 d.C., quindi 80 anni dopo la presunta crocifissione. Ma non dice di aver verificato personalmente queste informazioni, probabilmente sta solo riportando ciò che i cristiani del suo tempo credevano.
Plinio il Giovane, governatore romano, scrive all'imperatore Traiano circa 112 d.C. su come trattare i cristiani. Menziona che adorano Cristo, ma di nuovo è 80 anni dopo i fatti e sta descrivendo le credenze dei cristiani, non confermando eventi storici.
Per confronto, abbiamo documentazione contemporanea abbondante per Giovanni Battista, per vari rabbi e predicatori dell'epoca, per i movimenti zeloti. Ma per Gesù, che secondo i Vangeli attirò folle enormi e preoccupò sia le autorità ebraiche che romane, abbiamo silenzio assordante dai cronisti dell'epoca.
I Vangeli stessi sono problematici come fonti storiche. Furono scritti 40-70 anni dopo gli eventi che descrivono. Marco circa 70 d.C., Matteo e Luca 80-90 d.C., Giovanni 90-110 d.C. Nessuno degli autori fu testimone oculare. Contengono contraddizioni significative sui dettagli della vita di Gesù. E soprattutto, seguono template narrativi di divinità precedenti con precisione sospetta. Inoltre non sappiamo nemmeno chi fossero questi presunti scrittori, non ci sono informazioni a loro carico.
GESÙ E LE DIVINITÀ SOLARI: LO STESSO COPIONE RIPETUTO
Qui la questione diventa davvero intrigante. Se esaminiamo le caratteristiche della vita di Gesù e le confrontiamo con divinità precedenti, emergono parallelismi che vanno ben oltre la coincidenza.
Horus, Egitto, 3000 anni prima di Cristo. Nato il 25 dicembre da Iside vergine. Nascita annunciata da stella a est, seguita da tre re o saggi. Insegnò nel tempio a 12 anni. Aveva 12 discepoli. Compiva miracoli, guarigioni, camminare sull'acqua. Fu crocifisso, sepolto tre giorni, e risorse.
Mitra, Persia, 1200 anni prima di Cristo. Nato il 25 dicembre da vergine in una grotta. Adorato da pastori che portarono doni. Aveva 12 compagni o discepoli. Compiva miracoli. Fu sepolto in tomba e dopo tre giorni risorse. La sua resurrezione era celebrata ogni anno all'equinozio di primavera, Pasqua. Era chiamato Buon Pastore, La Luce, La Verità.
Dioniso, Grecia, 500 anni prima di Cristo. Nato da vergine il 25 dicembre. Compiva miracoli incluso trasformare acqua in vino. Entrata trionfale su asino. Fu ucciso e risorse. Era identificato con agnello e leone. Era chiamato Re dei Re, Dio degli Dei, Redentore.
Krishna, India, 900 anni prima di Cristo. Nato da vergine Devaki. Nascita segnata da stella. Compiva miracoli e meraviglie. Risorse dai morti. Era considerato Dio incarnato, seconda persona della trinità.
La lista continua con Attis, Adonis, Buddha in alcune tradizioni, Zoroastro. Tutti condividono elementi narrativi chiave con la storia di Gesù. Non variazioni vaghe, ma dettagli specifici e multipli.
Il 25 dicembre non è casuale. È il solstizio d'inverno nel calendario giuliano, quando il sole raggiunge il punto più basso dell'orizzonte e poi rinasce, cominciando a risalire. Tutte le culture antiche celebravano questo momento come rinascita del dio-sole. Il cristianesimo adottò semplicemente questa data, ammettendo secoli dopo che Gesù quasi certamente non nacque a dicembre.
La resurrezione dopo tre giorni corrisponde al periodo in cui il sole sembra fermo al solstizio prima di ricominciare il suo movimento ascendente. Tre giorni di morte simbolica prima della rinascita.
I 12 discepoli corrispondono ai 12 segni zodiacali, le 12 costellazioni attraverso cui il sole viaggia durante l'anno.
La croce stessa è simbolo solare antico. La croce zodiacale divide l'eclittica in quattro parti corrispondenti ai solstizi ed equinozi. Gesù portatore di luce muore sulla croce, il sole che declina, e risorge, il sole che rinasce.
Non stiamo negando il valore spirituale o morale del messaggio cristiano. Stiamo osservando che la narrazione di Cristo segue precisamente template di miti solari precedenti. Questo suggerisce che Gesù Cristo potrebbe essere costruzione teologica, sintesi di archetipi precedenti, più che resoconto storico di persona reale.
ENOCH: IL SETTIMO DOPO ADAMO CHE CAMMINÒ CON GLI ELOHIM
Ora spostiamoci indietro nel tempo, molto indietro. Genesi 5 presenta genealogia da Adamo ai patriarchi antidiluviani. Il settimo nella lista è Enoch. Enoch visse sessantacinque anni e generò Matusalemme. Enoch camminò con Dio dopo aver generato Matusalemme per trecento anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Enoch fu di trecentosessantacinque anni. Enoch camminò con Dio, poi non fu più perché Dio lo prese.
Tre versetti, ma carichi di anomalie. Camminò con Dio, frase usata solo per Enoch e poi per Noè. Poi non fu più perché Dio lo prese, non morì, fu preso. Dove? Come? Perché?
La Lettera agli Ebrei nel Nuovo Testamento dice: Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte, e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via. Conferma: Enoch non morì, fu trasportato.
Ma è il Libro di Enoch che rivela la storia completa. Questo testo, considerato canonico dalla Chiesa copta etiope ma apocrifo dalle altre chiese cristiane, racconta in dettaglio cosa accadde a Enoch.
Enoch fu portato in cielo dagli Elohim, angeli o Vigilanti. Non metaforicamente, letteralmente. Volò attraverso i cieli su veicoli celesti, visitò luoghi dove risiedevano gli Elohim, vide le loro tecnologie, apprese i segreti dell'universo: astronomia, calendario, meteorologia, medicina, magia.
Gli fu mostrato il sistema cosmico, i movimenti celesti, i cicli temporali. Gli fu rivelato il futuro dell'umanità, incluso il Diluvio imminente. Gli fu spiegata la storia dei Vigilanti, Igigi, che erano scesi sulla Terra, si erano uniti a donne umane, avevano generato ibridi e avevano insegnato conoscenze proibite.
Enoch divenne scriba degli Elohim, registrando tutto ciò che vedeva. Fu incaricato di portare messaggi tra i Vigilanti caduti e gli Elohim superiori. Fu trasformato in qualcosa di più che umano attraverso questo contatto prolungato.
E poi, dopo aver completato la sua missione terrestre, fu preso definitivamente. Secondo alcune tradizioni ebraiche, Enoch divenne l'angelo Metatron, principe del Volto Divino, secondo solo a Dio nella gerarchia celeste. Non morì, fu elevato, trasformato, integrato nella classe degli Elohim.
Trecentosessantacinque anni di vita. Numero non casuale. Corrisponde esattamente ai giorni dell'anno solare. Enoch, come figura, è connesso ai cicli cosmici, al sole, al tempo. È simbolo del mediatore tra terreno e celeste, tra umano e divino, tra tempo lineare e tempo cosmico.
LA TRASFIGURAZIONE: QUANDO IL TEMPO LINEARE COLLASSA
Arriviamo ora al momento cruciale che connette Gesù ed Enoch in modo che pochi notano ma che è estremamente significativo: la Trasfigurazione sul Monte Tabor.
I Vangeli sinottici, Matteo 17, Marco 9, Luca 9, raccontano che Gesù prese Pietro, Giacomo e Giovanni su un'alta montagna. Lì, davanti a loro, fu trasfigurato. Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Ma non era solo. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Fermiamoci qui. Mosè era morto circa 1400 anni prima. Elia era stato rapito in cielo su un carro di fuoco circa 900 anni prima. Eppure appaiono, fisicamente visibili, conversando con Gesù. Non sono visioni separate, sono lì insieme, nello stesso spazio-tempo.
Poi appare nube luminosa che li avvolge, e una voce dalla nube dice: Questo è il Figlio mio, l'amato, in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
Dopo, Mosè ed Elia scompaiono, Gesù è di nuovo normale, e scendono dalla montagna.
Analizziamo cosa è successo.
Mosè, secondo Deuteronomio 34, morì e fu sepolto da Dio stesso in luogo sconosciuto. Ma Giuda 1:9 racconta che l'arcangelo Michele disputò con il diavolo per il corpo di Mosè. Perché disputa per un corpo morto? Tradizioni ebraiche suggeriscono che Mosè non morì veramente ma fu preso come Enoch, e la storia della morte fu copertura.
Elia, secondo 2 Re 2, fu rapito in cielo su carro di fuoco con cavalli di fuoco mentre il suo discepolo Eliseo guardava. Non morì, fu prelevato da veicolo. Il linguaggio è identico a quello delle descrizioni di UFO in molte culture: fuoco, vento potente, rotazione, ascesa verticale.
Entrambi, quindi, sono individui che superarono la morte biologica normale. Non morirono e furono sepolti, ma furono presi, trasformati, portati altrove.
E nella Trasfigurazione, ritornano. Non come spiriti eterei ma visibilmente, fisicamente, capaci di conversare. Il testo dice che parlavano con Gesù della sua dipartita che stava per compiersi a Gerusalemme. Conversazione concreta su eventi futuri concreti.
Ma c'è un dettaglio che manca nella narrazione esplicita: dove è Enoch?
La tradizione esoterica ebraica nota che nella Trasfigurazione appaiono rappresentanti della Legge, Mosè, e dei Profeti, Elia. Ma manca il rappresentante dei Patriarchi antidiluviani, che dovrebbe essere Enoch, il primo che camminò con Dio e fu preso.
Alcune interpretazioni gnostiche e esoteriche suggeriscono che Enoch era presente ma non menzionato esplicitamente. Luca 9:30 dice due uomini conversavano con lui, ma non li nomina immediatamente. La tradizione li identifica come Mosè ed Elia, ma potrebbe essere identificazione successiva. Alcuni testi apocrifi suggeriscono presenza di terza figura.
Ma anche accettando la narrazione standard con solo Mosè ed Elia, il messaggio è chiaro: esistono esseri umani che hanno superato morte biologica, che esistono fuori dal tempo lineare, che possono apparire e scomparire, che mantengono identità e coscienza ma non sono limitati da spazio-tempo normale.
Enoch fu il primo di questa categoria. Elia il secondo confermato biblicamente. Mosè probabilmente terzo. E Gesù, nella narrativa evangelica, dopo resurrezione diventa quarto.
Non è coincidenza che questo evento viene chiamato Trasfigurazione, trasformazione della forma. Gesù temporaneamente mostra la sua vera natura, che è identica a quella di Mosè ed Elia: esseri che hanno superato limitazioni biologiche normali.
I MESSAGGERI CHE SUPERARONO LA MORTE: PATTERN RICORRENTE
Se guardiamo attraverso le tradizioni religiose e mitologiche, troviamo pattern ricorrente: individui scelti che non muoiono normalmente ma vengono presi, trasformati, elevati.
Nella tradizione biblica: Enoch, Dio lo prese. Elia, rapito su carro di fuoco. Mosè, corpo conteso da Michele, forse non veramente morto. Gesù, risorto e asceso al cielo.
Nelle tradizioni extra-bibliche ma correlate: Melchisedek, re-sacerdote senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, essere eterno che appare ad Abramo. Giovanni l'Apostolo, tradizione che non morì ma fu preservato fino al ritorno di Cristo.
In altre culture: Ermes o Thoth, nell'ermetismo, figura che trascende morte e tempo. Asclepio, in alcune versioni del mito, fu elevato a divinità. Romolo, fondatore di Roma, secondo la leggenda fu preso in cielo durante una tempesta.
Il pattern è: individuo eccezionale compie una missione sulla Terra, ha un contatto diretto con divinità o Elohim, viene trasformato e portato via fisicamente, supera la morte biologica, può ritornare.
Nella lettura Sitchin-Biglino, questo pattern ha spiegazione coerente. Gli Anunnaki o Elohim selezionavano occasionalmente individui umani eccezionali, li addestravano, li esponevano a tecnologie avanzate, forse li modificavano geneticamente o applicavano trattamenti di estensione vitale, e li usavano come interfacce tra loro e le masse umane.
Questi individui non morivano nel senso normale perché venivano portati nelle basi Anunnaki, in cielo, in orbita, montagne sacre, dove una tecnologia medica avanzata li preservava. Potevano essere riportati sulla Terra quando necessario per missioni specifiche, come nella Trasfigurazione.
La loro immortalità non era magica ma tecnologica. La loro divinizzazione non era trasformazione spirituale ma elevazione di status e accesso a tecnologie che li rendevano capaci di cose impossibili per umani normali.
CRISTO COME CODICE TEOLOGICO: SOSTITUZIONE DEL CULTO SOLARE
Torniamo ora alla domanda iniziale: se Gesù probabilmente non esistette come persona storica, cosa rappresenta nella narrativa cristiana?
Cristo è codice che sintetizza molteplici tradizioni precedenti: i culti solari, il ciclo morte e resurrezione del sole. Le divinità salvifiche, Horus, Mitra, Dioniso. I messaggeri degli Elohim, Enoch, Mosè, Elia. Il Messia ebraico, figure profetiche del giudaismo. Il Logos filosofico greco, il Vangelo di Giovanni lo identifica esplicitamente.
La Chiesa primitiva, specialmente quando divenne religione di stato romano, doveva compiere un operazione complessa: convertire l'impero che adorava molteplici divinità solari in monoteismo cristiano.
Non potevano semplicemente cancellare culti precedenti, troppo radicati. Quindi li assorbirono. Presero le caratteristiche venerate di divinità precedenti e le applicarono a Cristo. Presero le date sacre dei culti solari, solstizio d'inverno, equinozio di primavera, e le fecero cristiane, Natale, Pasqua. Presero i titoli delle divinità precedenti, Sol Invictus, Luce del Mondo, Salvatore, e li trasferirono a Gesù.
Il risultato fu una figura che un adoratore di Mitra poteva riconoscere e accettare, che un seguace di Dioniso trovava familiare, che un egiziano vedeva simile a Horus. Era conversione per assimilazione, non per imposizione.
Ma in questo processo, tradizioni più antiche e esoteriche dovevano essere soppresse.
Enoch rappresentava versione più cruda e meno controllabile della stessa idea: contatto diretto con Elohim, trasformazione dell'umano in divino, conoscenza segreta trasmessa dall'alto. Era troppo pericoloso perché suggeriva che non serviva Chiesa come intermediario, che la trasformazione era accessibile direttamente.
Meglio nascondere Enoch allora, renderlo una figura oscura e marginale, e presentare Cristo come unico mediatore, accessibile solo attraverso sacramenti ecclesiastici.
BIGLINO E SITCHIN: QUANDO LEGGIAMO LETTERALMENTE I TESTI
Mauro Biglino e Zecharia Sitchin, da prospettive diverse, arrivano a conclusioni convergenti quando leggono testi antichi letteralmente invece che teologicamente.
Biglino, traducendo ebraico biblico senza filtri, nota che Elohim è plurale concreto, non singolare spirituale. Le descrizioni di Yahweh sono estremamente materiali, mangia, cammina, ha veicolo che fa rumore. Gli angeli sono corporei, mangiano, si riproducono, muoiono. Enoch camminò con Elohim significa probabilmente andò con loro fisicamente. La gloria di Dio, kavod, è descritta come oggetto tecnologico.
Sitchin, interpretando testi sumeri e accadici, conclude che gli Anunnaki erano extraterrestri corporei, non dèi spirituali. Avevano basi in cielo, orbita, luna, Nibiru. Selezionavano umani eccezionali per addestramento. La immortalità era accesso a tecnologia medica Anunnaki. I rapimenti in cielo erano letterali trasferimenti a basi orbitali.
In questo framework, Enoch fu umano selezionato dagli Anunnaki o Elohim, portato nelle loro basi, addestrato, esposto a conoscenze avanzate, preservato attraverso tecnologia medica, e usato come interfaccia tra Anunnaki e umanità.
Gesù, se è figura storica, potrebbe essere stato simile tentativo successivo. Se è costruzione teologica, rappresenta memoria codificata di questi messaggeri trasformati in forma accettabile per massa.
La Trasfigurazione sarebbe momento in cui questa verità emerge simbolicamente: Gesù è della stessa categoria di Mosè, Elia, Enoch, interfacce trasformate tra Elohim e umanità che non sono soggette a limitazioni normali.
LA CONNESSIONE NASCOSTA: PERCHÉ ENOCH E GESÙ SONO COLLEGATI
Torniamo ora alla domanda originale: Enoch comunicava con Gesù?
Se Gesù è persona storica vissuta nel I secolo, no. Sono separati da almeno 3000 anni anche nella cronologia biblica compressa. Non c'è modo che abbiano comunicato direttamente nel senso normale.
Ma se entrambi appartengono alla categoria di interfacce trasformate che esistono fuori dal tempo lineare, allora sì.
La Trasfigurazione dimostra che tempo lineare può essere superato. Mosè ed Elia, morti o rapiti secoli prima, appaiono e conversano con Gesù. Se questo è possibile per loro, perché non per Enoch?
Nella tradizione esoterica, specialmente gnostica e cabalistica, c'è concetto di sfera atemporale dove risiedono questi esseri trasformati. Non sono più vincolati da quando e dove normale. Possono manifestarsi in momenti e luoghi diversi. Possono comunicare attraverso barriere temporali.
Enoch come Metatron nella Cabala è esattamente questo: essere che fu umano, fu trasformato, ora esiste come principio eterno che può interagire con realtà fisica in momenti diversi.
Se Gesù fu reale e fu trasformato similmente, allora lui ed Enoch esisterebbero nella stessa dimensione dove comunicazione è possibile indipendentemente da quando vissero sulla Terra.
Se Gesù è codice, allora rappresenta esplicitamente la tradizione di cui Enoch fu primo rappresentante biblico. Il Cristo come archetipo incorpora tutto ciò che Enoch fu: messaggero degli Elohim, portatore di conoscenza superiore, trasformato da umano in qualcosa di più, ponte tra terreno e celeste.
CONCLUSIONE FINALE: IL CODICE ETERNO
Allora, Enoch comunicava con Gesù? La risposta dipende interamente da quale livello di realtà stiamo considerando.
Livello storico letterale: No. Sono separati da millenni, non c'è modo che abbiano interagito direttamente nel senso fisico normale.
Livello simbolico-archetipico: Assolutamente sì. Entrambi rappresentano lo stesso principio: l'interfaccia trasformata tra umano e divino, il messaggero che supera limitazioni biologiche, il portatore di conoscenza superiore.
Livello esoterico-dimensionale: Forse sì. Se entrambi esistono in stato trasformato fuori dal tempo lineare, la comunicazione diventa possibile indipendentemente da quando vissero sulla Terra.
Livello teologico-politico: La Chiesa ha deliberatamente nascosto o minimizzato questa connessione perché mina l'autorità ecclesiastica. Se Enoch mostra che la trasformazione è possibile senza mediazione sacerdotale, se Gesù è una continuazione di una tradizione più antica piuttosto che unico salvatore, allora il monopolio della Chiesa sulla salvezza crolla.
Quello che possiamo affermare con ragionevole certezza è questo: esiste una tradizione documentata, che attraversa millenni, di individui eccezionali che fungono da interfacce tra umanità e intelligenze superiori. Questi individui sono descritti come sottoposti a trasformazione che li eleva oltre limitazioni umane normali. Non muoiono nel modo convenzionale ma vengono presi, preservati, elevati.
Enoch fu probabilmente il primo di cui abbiamo documentazione dettagliata. Mosè, Elia, e altri continuarono questa tradizione. Gesù, come figura finale in questa sequenza, sintetizza e completa il pattern.
La vera domanda non è se comunicavano nel senso telefonico. La vera domanda è: cosa ci dice questa tradizione ricorrente sulla natura della realtà, sulla possibilità di trasformazione umana, e sulla relazione tra la nostra specie e intelligenze che chiamiamo Elohim, Anunnaki, angeli, o qualunque altro nome?
Forse la risposta più onesta è che stiamo guardando una memoria culturale frammentaria di un fenomeno reale, contatto tra umani e esseri più avanzati, codificato in linguaggio religioso perché non avevamo altro linguaggio disponibile.
E forse, sepolto in questi antichi testi, c'è la mappa per come noi stessi potremmo intraprendere quella trasformazione. Non attraverso la fede cieca o rituali ecclesiastici, ma attraverso la comprensione diretta di cosa fossero realmente Enoch, Mosè, Elia, e la figura che chiamiamo Cristo.
Messaggeri. Interfacce. Trasformati. E forse, in potenza, quello che anche noi potremmo diventare.
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FONTI E APPROFONDIMENTI
Testi primari:
Libro di Enoch, traduzione integrale
Vangeli sinottici: Matteo 17, Marco 9, Luca 9, Trasfigurazione
Genesi 5, genealogia e rapimento di Enoch
2 Re 2, rapimento di Elia
Studi su miti solari:
Frazer, J. The Golden Bough, Comparazione miti di morte e resurrezione
Acharya S. The Christ Conspiracy, Parallelismi tra Cristo e divinità precedenti
Kersey Graves, The World's Sixteen Crucified Saviors, 1875
Ricerca alternativa:
Biglino, M. Il Dio alieno della Bibbia
Sitchin, Z. Il pianeta degli dei
Kolosimo, P. Terra senza tempo