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La prima "recensione negativa" della storia: il caso Ea-nasir (1750 a.C.)


Immagina di fare un acquisto online, ricevere un prodotto scadente, scrivere un'ira di Dio al servizio clienti e... scoprire che la tua lamentela è rimasta impressa nella pietra per i successivi 4.000 anni.
È esattamente quello che è successo a Nanni, un commerciante della città di Ur (nell'attuale Iraq), intorno al 1750 a.C. La sua tavoletta d'argilla, oggi custodita al British Museum, è ufficialmente considerata il reclamo clienti più antico del mondo.
Il fatto: rame di pessima qualità
Il destinatario della furia di Nanni era Ea-nasir, un membro della gilda dei mercanti di Alashiya (l'attuale Cipro), specializzato nel commercio del rame. Il rame, all'epoca, era un materiale preziosissimo, fondamentale per la produzione di bronzo (e quindi di armi e attrezzi).
Nanni aveva pagato in anticipo per una consegna di lingotti di rame di prima scelta. Ma quando il suo servitore andò a ritirare la merce, Ea-nasir gli mostrò dei lingotti grezzi e di pessima qualità, dicendo: "Se li vuoi, prendili; se non li vuoi, vattene!".
Una lettera furiosa... impressa nell'argilla
Nanni, sentendosi profondamente insultato, prese lo stilo e incise nell'argilla parole che risuonano incredibilmente moderne:
"Che cosa mi hai preso per uno, per trattare uno come me con tale disprezzo? [...] Ho inviato messaggeri per ritirare la borsa con i miei soldi, ma tu mi hai trattato con disprezzo rimandandoli indietro a mani vuote, e per di più attraverso il territorio dei nemici."
La lettera si conclude con un ultimatum perentorio:
"Sappi che d'ora in poi non accetterò più da te rame che non sia di ottima qualità. Sceglierò e prenderò i lingotti individualmente nel mio cortile, ed eserciterò contro di te il mio diritto di rifiuto, perché mi hai trattato con disprezzo."
Il colpo di scena archeologico
La parte più esilarante di questa curiosità storica è emersa quando gli archeologi hanno scavato i resti della casa di Ea-nasir a Ur.
Non solo hanno trovato la lettera di Nanni, ma hanno scoperto che la casa era piena di tavolette simili! Ea-nasir era un truffatore seriale. C'era la tavoletta di un uomo di nome Arbituram che si lamentava di non aver ancora ricevuto il suo rame, e un'altra di un cliente che implorava il mercante di consegnare la merce ai suoi servitori senza fare storie.
Ea-nasir, apparentemente indifferente alla sua pessima reputazione, conservava tutte le "recensioni negative" in una stanza, quasi come se fossero trofei o semplicemente accumulando scartoffie burocratiche.
Perché questa storia ci affascina ancora oggi?
Al di là delle risate, la tavoletta di Ea-nasir ci ricorda che la natura umana non è cambiata di una virgola in quattromila anni. Spesso immaginiamo i popoli antichi concentrati solo su grandi guerre, rituali religiosi o leggi monumentali (come il contemporaneo Codice di Hammurabi). In realtà, la vita quotidiana era fatta degli stessi identici problemi di oggi: transazioni commerciali, ritardi nelle consegne, risposte maleducate e clienti insoddisfatti

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