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Alalu: Il Re Esiliato che Diede Inizio alla Storia dell'umanità


L'epopea dimenticata del primo Anunnaki sulla Terra
Quando leggiamo i testi sumeri—le più antiche scritture dell'umanità—la storiografia ufficiale ci rassicura. Ci dice che sono miti: complesse allegorie sulla natura, rituali agricoli o fantasie pre-scientifiche per spiegare il cosmo.
Ma cosa succede se applichiamo un paradigma diverso? Cosa succede se, come ci ha insegnato Zecharia Sitchin, leggiamo questi testi non come metafore, ma come cronache?
Se adottiamo questa prospettiva, l'Epopea della Creazione (l'Enûma Eliš) e altri frammenti, come il "Libro Perduto di Enki", cessano di essere miti e diventano i capitoli di un dramma cosmico e politico. Un dramma il cui primo atto non si svolge sulla Terra, ma su un pianeta lontano: Nibiru. E il protagonista di questo prologo dimenticato, l'uomo che ha dato il via a tutto, non è un dio etereo, ma un re in fuga.
Il suo nome era Alalu.
Il Dramma su Nibiru: Un Trono Perduto
Per comprendere chi è Alalu, dobbiamo prima comprendere la crisi di Nibiru. Secondo le interpretazioni di Sitchin delle tavolette cuneiformi, Nibiru, il pianeta natale degli Anunnaki ("Coloro che dal Cielo sulla Terra scesero"), soffriva di una crisi ecologica catastrofica. La sua orbita ellittica e lunghissima lo portava lontano dal calore del Sole, e la sua atmosfera si stava erodendo, incapace di trattenere il calore interno.
La soluzione, scoperta dai loro scienziati, era tanto disperata quanto ingegnosa: "seminare" gli strati alti dell'atmosfera con finissime particelle d'oro. Questo scudo di polvere aurea avrebbe riflesso il calore e la luce, salvando il pianeta dall'estinzione.
Ma c'era un problema: l'oro su Nibiru scarseggiava.
In questo clima di crisi politica e ambientale, Alalu sedeva sul trono. Era un discendente della linea reale, ma il suo regno era instabile. La tensione per la mancanza d'oro e le lotte intestine tra le fazioni aristocratiche raggiunsero il punto di rottura.
L'avversario di Alalu era un principe di nome Anu. Secondo i testi, Anu non era solo un rivale, ma (in alcune versioni) il suo coppiere, una posizione di fiducia che usò per orchestrare un colpo di stato. I due si scontrarono in un duello rituale, "lottando nudi sulla pubblica piazza", come descrive Sitchin.
Alalu perse. Sconfitto, umiliato e di fronte alla prospettiva dell'esecuzione o dell'esilio permanente, prese una decisione che avrebbe cambiato il destino non di uno, ma di due mondi.
La Scommessa Disperata: Rotta verso la Terra
Mentre Anu consolidava il suo potere, Alalu si diresse verso lo spazioporto di Nibiru a Sippar. In segreto, rubò un "carro celeste" (un'astronave) armato con "armi del terrore" (missili nucleari, secondo Sitchin) e fuggì dal suo pianeta.
Non era una fuga casuale. Alalu non stava vagando nel vuoto.
Gli Anunnaki sapevano da tempo che nel sistema solare interno esisteva un pianeta, il settimo (contando dall'esterno verso il Sole), chiamato Ki (la Terra), che secondo le loro antiche leggende era il luogo di origine del "Bracciale Martellato" (la Fascia degli Asteroidi). Sospettavano, ma non avevano la certezza, che quel pianeta potesse contenere la loro unica speranza: l'oro.
Alalu puntò la sua nave verso la Terra. Il suo viaggio, descritto da Sitchin come un percorso pericoloso attraverso la Fascia degli Asteroidi, si concluse con un atterraggio (o forse uno schianto) caotico. La sua nave affondò nelle acque paludose di quella che oggi conosciamo come la foce dei fiumi Tigri ed Eufrate, nel sud della Mesopotamia.
> Era solo. Un re esiliato, su un pianeta alieno, con un'unica, disperata missione: trovare l'oro prima che Anu potesse consolidare il suo potere o prima che la sua stessa gente lo dimenticasse.
Equipaggiato con la sua tuta da "uomo-pesce" (che ispirerà i miti successivi, come quello di Oannes) e i suoi strumenti di scansione, Alalu sbarcò. Iniziò a testare le acque e le rocce. La scoperta fu sconvolgente. Le acque del Golfo Persico erano ricche di oro alluvionale. Non solo c'era oro sulla Terra, ma era abbondante e relativamente facile da estrarre.
La Scoperta che Cambiò la Storia
Alalu aveva in mano il destino del suo mondo. Ma era ancora un fuggitivo.
Dalla sua postazione temporanea, che chiamò Eridu ("Casa nella Lontananza"), Alalu inviò una trasmissione a Nibiru. Fu un messaggio che scosse le fondamenta del nuovo regime di Anu:
Io sono Alalu. Sono arrivato sul pianeta Ki. Ho trovato l'oro. L'oro che può salvare Nibiru.
Questa non era una richiesta di perdono; era un'offerta di tregua e, al tempo stesso, una minaccia. Alalu aveva le armi nucleari con sé. Se Anu avesse tentato di distruggerlo o ignorarlo, la fonte della loro salvezza sarebbe andata persa, o peggio, Alalu avrebbe potuto usare le sue armi in un ultimo atto di vendetta.
Anu fu costretto a negoziare. Non poteva ignorare la scoperta, ma non poteva nemmeno fidarsi del suo acerrimo nemico. Decise di inviare una spedizione di verifica, guidata dalla persona più qualificata che conosceva: il suo stesso figlio, Ea (che significa "Colui la cui casa è l'acqua").
Ea era un ingegnere e uno scienziato brillante. Se qualcuno poteva confermare la scoperta di Alalu e avviare un'operazione, era lui. L'arrivo di Ea sulla Terra (che in seguito sarà ribattezzato Enki, "Signore della Terra") segna l'inizio della presenza Anunnaki organizzata sul nostro pianeta.
Ea confermò le scoperte di Alalu. L'oro c'era. La missione di salvataggio di Nibiru poteva iniziare.
Il Destino del Pioniere: L'Esilio su Marte
La storia di Alalu, però, non ha un lieto fine. Sebbene fosse stato il pioniere, il suo ruolo fu rapidamente messo in ombra. Enki stabilì Eridu come la prima, vera base operativa (Base 1) e Alalu, pur onorato come "scopritore", rimase una figura scomoda, un ex-re che covava ancora rancore.
Quando Anu stesso scese sulla Terra per supervisionare le operazioni e risolvere le dispute crescenti tra i suoi figli (Enki ed Enlil), la tensione con Alalu esplose di nuovo. I testi parlano di un confronto drammatico, di una nuova lotta e persino (in una lettura molto cruda dei testi) di un atto di cannibalismo rituale o simbolico in cui Alalu "morse" i genitali di Anu.
Questo atto finale e disperato segnò la sua fine.
Per il suo crimine contro il re in carica, Alalu non poteva più essere tollerato. Ma non poteva nemmeno essere giustiziato, data la sua importanza storica. La soluzione fu un esilio nell'esilio.
Alalu fu mandato su Lahmu (il pianeta Marte).
Secondo le cronache di Sitchin, Alalu fu esiliato sul pianeta rosso insieme al suo unico alleato, il nipote Anzu (che aveva pilotato la sua nave), per gestire la prima "stazione di posta" tra Nibiru e la Terra. Lì, su quel pianeta arido e morente, Alalu morì.
In uno dei collegamenti più affascinanti (e controversi) della sua ricerca, Sitchin ipotizza che la famosa "Faccia su Marte" nella regione di Cydonia non sia altro che un gigantesco monumento funerario: un epitaffio scolpito nella roccia di un pianeta alieno, raffigurante il volto di un Anunnaki con l'elmo da pilota, eretto da Anzu in memoria del re che scoprì l'oro e condannò sé stesso.

Conclusione: Il Catalizzatore Dimenticato
Che si scelga di leggere la storia di Alalu come un mito o come una cronaca, la sua importanza è innegabile. Nello scenario alternativo proposto da Sitchin, Alalu è il catalizzatore primordiale.
Senza la sua crisi politica, senza la sua sconfitta per mano di Anu e senza la sua disperata fuga verso la Terra, Nibiru forse sarebbe morta. Gli Anunnaki non sarebbero mai scesi sul nostro pianeta. Enki non avrebbe mai fondato Eridu; Enlil non avrebbe mai supervisionato le miniere dell'Abzu (Africa); gli Igigi (gli astronauti di rango inferiore) non si sarebbero mai ammutinati.
E, soprattutto, gli Anunnaki non avrebbero mai avuto bisogno di "creare" il Lulu, l'operaio primitivo, l'Homo Sapiens, manipolando geneticamente gli ominidi esistenti per farli lavorare al posto loro.
La storia ufficiale non ricorderà mai Alalu. Ma per chi cerca ne "LaStoriaOcculta", egli rimane la prima pedina di un domino cosmico. Un re esule, un fuggitivo e un pioniere, il cui atto di ribellione ha dato inizio, forse, alla nostra stessa esistenza.

__LaStoriaOcculta__

Fonti Antiche (I testi originali)

Sitchin (e altri autori di storia alternativa) basa le sue interpretazioni sulla traduzione (spesso letterale e non accademica) dei seguenti testi mesopotamici:

Enûma Eliš (L'Epopea della Creazione Babilonese): Usata da Sitchin per descrivere la battaglia celeste (la formazione della Terra e della fascia di asteroidi) e l'arrivo di Nibiru nel sistema solare.

Atra-Hasis (L'Epopea del "Saggissimo"): Questo testo è la fonte principale per la creazione dell'uomo (il Lulu) come lavoratore e per la successiva rivolta degli Igigi (gli dèi minori), ma stabilisce il contesto del "lavoro pesante" degli Anunnaki sulla Terra.

Liste Reali Sumeriche (Sumerian King Lists): Sebbene menzionino re longevi sulla Terra, Sitchin le usa per corroborare l'idea di una presenza non umana e di regni durati millenni prima del Diluvio.

Racconti vari su Enki ed Eridu sparsi tra le varie tavolette di argilla tradotte accademicamente.


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