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Abramo, il condottiero della terra di Sumer

ABRAMO ERA SUMERO Patriarca riconosciuto dalle tre grandi religioni monoteiste, è spesso rappresentato come il simbolo della fede assoluta e dell’obbedienza cieca al volere divino. Ma cosa accadrebbe se leggessimo la sua storia non come un racconto spirituale, ma come un frammento sopravvissuto di un’antica narrazione mesopotamica, riformulata per servire un preciso disegno teologico? Per secoli ci hanno raccontato la storia di Abramo come quella di un pastorello errante, semplice e devoto, scelto da Dio per fondare una stirpe benedetta. Ma scavando sotto la patina religiosa, sotto le immagini rassicuranti e spiritualizzate, emerge una figura molto diversa. Una figura potente, determinata, forse persino temuta. Un uomo abituato a combattere, a comandare, a fare alleanze e guerre. Abramo, il comandante.  Secondo la Genesi, Abram (prima di diventare Abramo) viveva a Ur dei Caldei, città sumera fiorente e centro religioso tra i più importanti dell’antico mondo mesopotamico...

Mosè e il mistero del monte Sinai

 Il racconto biblico di Mosè sul monte Sinai è uno degli episodi più iconici e misteriosi dell’Antico Testamento. Secondo la narrazione tradizionale, Mosè ascese il monte per ricevere direttamente da Dio le famose Tavole della Legge, tra tuoni, lampi e un’imponente nube che copriva la cima. Ma cosa si nasconde dietro questa descrizione così potente e quasi cinematografica? E se ciò che gli antichi interpretarono come manifestazioni divine fosse in realtà un evento di natura tecnologica, osservato con gli occhi di un popolo privo di termini e conoscenze adeguate per comprenderlo? Le scritture parlano di un “fuoco divorante” sulla sommità del monte, di un “suono di tromba che si faceva sempre più forte” e di una “gloria” che faceva tremare il popolo accampato ai piedi della montagna. Una scena che, riletta con occhi moderni, ricorda sorprendentemente la discesa di un velivolo, accompagnato da rumori assordanti, luce intensa e vibrazioni tali da scuotere la terra. Se a ciò si aggiung...

La lunga vita dei patriarchi prediluviani

  Tra i passaggi più enigmatici dell’Antico Testamento c’è una sezione che la maggior parte dei lettori contemporanei tende a sorvolare con diffidenza o con fare simbolico: le genealogie dei patriarchi antidiluviani. Stiamo parlando di Adamo, Set, Enosh, Kenan, Mahalalel, Iared, Enoch, Matusalemme, Lamech e infine Noè. Uomini straordinari, si dice, la cui vita si estese per secoli, in alcuni casi fino a superare i 900 anni. Una leggenda? Un’iperbole simbolica? Oppure c’è qualcosa di molto più profondo, e forse inquietante, se osservato da una prospettiva alternativa? Nel libro della Genesi, leggiamo che Adamo visse 930 anni, suo figlio Set 912, Matusalemme addirittura 969. Questi numeri sono riportati con precisione, quasi con meticolosità burocratica. La sensazione è che non si tratti di semplici metafore o numeri arbitrari, ma di una trasmissione fedele di dati provenienti da un’epoca in cui esseri possedevano una biologia radicalmente diversa dalla nostra. Molti di voi potrebber...